Colf e Badanti, adeguamento stipendio 2015

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In Italia il 2015 porta diverse novità nel mondo lavorativo, prima tra tutte arriva l’aumento del costo della vita e l’INPS ha provveduto ad emettere una circolare per l’adeguamento degli stipendi in funzione di questa variazione, dei contributi ed ovviamente delle tasse da pagare. Miglioramenti per tutte le tipologie di lavori, senza nessun tipo di esclusione.

Ci sono finalmente dei miglioramenti nella vita delle colf e delle badanti, con la variazione degli ultimi dati Istat il 2015 per queste due tipologie di lavoratori inizia bene perché cresce la busta paga grazie all’aggiornamento del salario minimo mensile. I cambiamenti riguardano non solo i salari ma anche i contributi ed i costi sostitutivi nel caso in cui non viene fornito vitto e alloggio.

Gli ultimi dati Istat hanno permesso un miglioramento degli stipendi per colf e badanti, lo stipendio base è stato fissato ad un minimo di 620 euro al mese per gli appartenenti alla categoria A (quella minore), ad un “massimo” di 1320 euro per le categorie superiori. A cambiare però non è solo il salario, ma anche le ‘indennità’ sostitutive di vitto e alloggio (per i dipendenti che non usufruiscono di queste agevolazioni), ora il costo del pasto è fissato a 1,85 euro e l’alloggio 1,61 euro. Di seguito riportiamo la tabella dettagliata sulle nuove direttive dell’INPS.

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Aumenta anche l’accredito dei contributi, per colf e badanti c’è stato un aumento dello 0,2 percentuale che in questo modo fa lievitare, leggermente, le retribuzioni dovute. La prima rata dei contributi, come al solito, dovrà essere versata il 10 aprile prossimo e riguarderà il trimestre gennaio, febbraio e marzo. Per qualsiasi dubbio è bene far riferimento alla Circolare INPS del 12/2015.

I cambiamenti riguardano colf e badanti, (sia italiane che straniere) entrambe hanno subito la variazione dello stipendio in base ad i cambiamenti del costo della vita in Italia. Ricordiamo che per colf si intendono le collaboratrici domestiche che aiutano nei lavori di casa (lavare, stirare, fare la spesa, ecc) e non i lavoratori che assistono persone che hanno qualche tipo di handicap o disabilità.

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