La buona pratica di giugno: Peer To Patent, il brevetto si fa social

Peer To Patent è il primo progetto di social-software del governo federale USA. È una iniziativa che mira ad aiutare gli uffici brevetti a migliorare la qualità dei brevetti stessi attraverso una piattaforma pubblica.

Il primo progetto pilota è nato in collaborazione in collaborazione con l’United States Patent and Trademark Office (USPTO) ed è stato completato il 15 Giugno 2009: durante questa fase sono state esaminate oltre 220 domande di brevetto nel campo dei software e di nuovi metodi commerciali e di business (ad esempio e-commerce, e-banking, ecc.).

Dopo la conclusione della fase pilota i l’USPTO ha effettuato una valutazione del progetto del Peer to Patent assistita da studenti provenienti da Worcester Polytechnic Institute, decidendo di continuare.

Infatti a ottobre 2010, l’USPTO e New York Law School congiuntamente hanno annunciato un nuovo programma pilota che durerà fino a settembre 2011.

Il nuovo programma non comprende soltanto le domande di brevetto previste nella prima fase del progetto ma anche quelle in materia di biotecnologie, telecomunicazioni, riconoscimento vocale, multilinguismo e traduzioni, bioinformatica e biofarmaceutica.

L’idea è semplice: le domande di brevetto delle aziende che partecipano al programma vengono pubblicate sul sito di Peer-to-Patent. A ciascuna domanda corrisponde un gruppo di lavoro che offre all’esaminatore la documentazione sull’effettiva innovatività dell’invenzione in oggetto.

Chiunque può partecipare al programma: l’autoselezione dei partecipanti serve a consentire che ciascuno si inserisca nella discussione su cui ha maggiori competenze. I gruppi di lavoro condividono consigli “dritte” e materiali rilevanti sul brevetto richiesto; il gruppo discute e vota sulla sua qualità e pertinenza. La documentazione che il gruppo ritiene valida viene poi girata all’esaminatore, che la prende in considerazione nel momento in cui deve decidere se concedere il brevetto o no.

Nel primo anno di Peer-to-Patent, gli utenti del sito hanno collaborato su 46 domande di brevetto, 13 di queste domande sono state respinte a causa della documentazione trovata e votata dai relativi gruppi di lavoro; in altri 2 casi la decisione dell’esaminatore è stata basata su suggerimenti di ricerca postati sul sito. La grande maggioranza degli esaminatori che hanno avuto l’appoggio di Peer-to-Patent hanno dichiarato che il contributo degli utenti del sito è stato di alta qualità, chiaro e ben argomentato.

Il lavoro svolto su Peer-to-Patent, quindi, è volto al fare: a erogare un servizio pubblico. La soddisfazione di fornire un contributo utile è amplificata dal fatto che questi contributi sono riconosciuti: chi ha trovato i documenti più votati viene onorato con l’inserimento in una lista di “superutenti”.

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